Premio Letterario Manzoni – Finalisti 2017

13a edizione del Premio Letterario Manzoni – Città di Lecco al Romanzo Storico Sono stati scelti dalla Giuria Tecnica, composta da Ermanno Paccagnini (presidente), Alberto Cadioli, Gian Luigi Daccò, Gianmarco Gaspari, Luigi Mascheroni, Stefano Motta, Mauro Novelli, Giovanna Rosa, i tre finalisti che si contendono il premio. I romanzi selezionati sono:

  •  “Stirpe selvaggia” di Eraldo Baldini, Einaudi editore
  • Teorema dell’incompletezza” di Valerio Callieri, Feltrinelli editore
  • La malinconia dei Crusich” di  Gianfranco Calligarich, Bompiani editore

Prima di arrivare alla proclamazione, il regolamento del premio prevede una seconda fase, nella quale entra in gioco la Giuria popolare, composta da 100 persone. I lettori, giudici popolari, sono stati scelti grazie alla collaborazione delle librerie Cattaneo di Lecco e Oggiono, Ibs-Libraccio di Lecco, Libreria Volante di Lecco, Parole nel Tempo di Lecco, Perego Libri di Barzanò e La Torre di Merate. Coinvolte anche le biblioteche di Valmadrera-Civate e di Costa Masnaga. Saranno a leggere a decretare il romanzo storico migliore che vincerà la 13a edizione del Premio Letterario Manzoni.

Scopriamo i 3 romanzi finalisti

Stirpe selvaggia

Stirpe selvaggia

San Sebastiano in Alpe, paese dell’Appennino romagnolo, 1906. Quando il Wild West Show fa tappa a Ravenna, la madre di Amerigo decide di portare il figlio a conoscere suo padre. Buffalo Bill però non accetta di incontrarlo e questo rifiuto spinge il già inquieto Amerigo a schierarsi per sempre “dalla parte degli indiani”. Con Mariano e Rachele si dipinge il viso, e scorrazzando per i boschi sogna di fare la rivoluzione. Ma la Storia divide le strade di questi amici inseparabili, travolti dalle burrasche del Novecento: le lotte di classe, il fascismo, le guerre mondiali. Con grande potenza evocativa, Baldini mette in scena un protagonista struggente come un eroe romantico, eppure modernissimo. Diviso, come ognuno di noi, tra l’affermazione di sé e la rinuncia, tra la solitudine e il bisogno d’amore.

Teorema dell'incompletezza

Due fratelli indagano sulla morte del padre, ex operaio Fiat ucciso nel 2004 nel suo bar di Centocelle durante una rapina. A raccontare è il fratello di trent’anni, il più giovane, ed è lui che scopre una misteriosa dedica in codice sul retro di una cornice. Da quel momento si aprono le porte sul passato insospettabile del padre. Dietro all’uomo confinato al tifo sportivo emerge uno sconosciuto segnato da segreti e contraddizioni che affondano negli anni della contestazione e della lotta armata. Il fantasma del padre appare in forme e visioni sempre più allucinate per dire la sua storia e mostrare una strada verso la possibile verità sul suo omicidio. I due fratelli – che da anni non si parlano e sono schierati ideologicamente su versanti opposti – sono costretti a collaborare, tuttavia diffidano l’uno dell’altro, si rinfacciano colpe, si passano alcune informazioni ma ne omettono molte altre. Valerio Callieri, al suo esordio, costruisce un romanzo carico di tensione, conflitti e colpi di scena, eppure vivo del desiderio di ridere e amare. Un’indagine che mira dritto al cuore dei nostri ieri e dei nostri domani.

Teorema dell'incompletezza
La malinconia dei Crusich

La malinconia dei Crusich

La luna sull’acqua, la notte, e uno sguardo di malinconia che spazia sul mondo, la nostalgia per qualcosa che forse è stato perduto o forse non si raggiungerà mai. È il bagaglio che porta con sé Luigi Crusich, partito da Trieste per approdare a Corfù dove mette al mondo sei figli. Il primogenito, Agostino, sarà destinato alla luce dell’Africa e poi alla Milano fervente della ricostruzione; toccherà al figlio Gino Crusich cercare un altro sguardo sul mondo attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, percorrere il Sud d’Italia e poi toccare un altro Sud, quello dell’America. Infine l’eredità della malinconia toccherà a Uberto Crusich, veterinario sul Lago Maggiore. Con una scrittura sempre tesa, senza cedimenti né di stile né di ritmo, Calligrich tratteggia la storia di un uomo che cerca di avere un altro sguardo sul mondo attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica. Una narratività della quale restare prigioniero, per quel suo portarti dentro, facendoti “vedere” ciò che racconta.